venerdì 11 settembre 2026

Susak, l’isola di sabbia nel Quarnero

 

Dopo Osor, Cres, Lussino e Ilovik, il viaggio nelle isole del Quarnero si conclude a Susak, un’isola singolare ricoperta di sabbia e canneti. Tra spiagge dorate, acque cristalline, antichi villaggi, sentieri e vigneti, un ultimo approdo fuori dal tempo.

Durante la nostra permanenza a Lussino, dopo la giornata trascorsa a Ilovik, abbiamo voluto fare un’altra escursione in mare. Ancora una volta siamo saliti a bordo della pittoresca Kroven, la stessa imbarcazione che ci aveva accompagnato alla scoperta dell’arcipelago.

Questa volta la destinazione era Susak/Sansego, una delle isole più singolari del Quarnero.



Lasciato il porto di Lussinpiccolo, la Kroven era passata accanto alla lanterna verde che segnala l’ingresso del porto prendendo la rotta verso il mare aperto. La costa frastagliata di Lussino era rimasta ancora per un po' sulla nostra destra, mentre davanti a noi compariva lentamente la sagoma di Susak.



 Secondo la leggenda legata agli Argonauti, fu proprio qui che Medea e Giasone trovarono rifugio durante la loro fuga. Al di là delle leggende, Susak appare davvero come un luogo appartato, quasi diverso dalle altre isole dell’arcipelago.

 

È infatti un’isola molto particolare, diversa per formazione e aspetto dalla vicina Lussino. Una base di roccia calcarea è stata ricoperta nel corso dei millenni da spessi strati di sabbia, modellati dal vento e dalle acque.

 

E così, arrivando dal mare, Susak ci appare con colori completamente diversi da quelli a cui ci aveva abituato Lussino: non il verde intenso delle pinete, ma le tonalità più tenui dei canneti e della vegetazione che trattiene la sabbia e contribuisce a proteggerla dall'erosione.



 È forse proprio questo paesaggio insolito a rendere Susak così affascinante.

Un’isola di sabbia e mare cristallino

La particolare conformazione dell'isola regala a Susak alcune delle spiagge sabbiose più caratteristiche dell’arcipelago.

Tra le più note ci sono la spiaggia di Bok, più appartata e adatta a chi cerca tranquillità, la baia di Spiaza, la più vicina al paese, e quella di Porat. Sono tutte raggiungibili attraverso sentieri che attraversano il particolare paesaggio dell’isola.

Spiaza

Qui, inoltre, le automobili non esistono. Ci si muove a piedi, in bicicletta oppure, quando necessario, a bordo dei piccoli trattori che costituiscono uno dei mezzi di trasporto più caratteristici di Susak.

Anche questo contribuisce a creare una sensazione di lontananza e di isolamento che ormai è difficile trovare altrove.

Due villaggi

Alle spalle del piccolo e pittoresco porticciolo, impreziosito da sgargianti murales, sorge Donje Selo, il villaggio basso.



Da qui una ripida scalinata di circa 150 gradini sale verso Gornje Selo, il villaggio alto, offrendo durante la salita ampie vedute sul mare e sul paesaggio circostante.

 Una volta arrivati in cima, basta percorrere lentamente le stradine del paese per ritrovare quella sensazione di tempo sospeso che avevamo avvertito appena sbarcati.



 Alcune case portano ancora evidenti i segni degli anni, altre sono state restaurate con cura, ma nell'insieme il paese conserva un'atmosfera semplice e particolare, lontana dai grandi centri turistici.



 Tra le abitazioni spicca la chiesa parrocchiale di San Nicola, risalente al XVIII secolo, costruita in pietra calcarea e affiancata dal campanile con il grande orologio.



 Al suo interno custodisce un grande crocifisso ligneo conosciuto dagli abitanti come Veliki Bouh, il “Grande Dio”, una delle testimonianze più curiose della storia religiosa dell'isola.



Tra i vicoli, il profumo del vino

Passeggiando senza una meta precisa tra i vicoli di Gornje Selo abbiamo incontrato qualche konoba, ma a incuriosirci è stata soprattutto un'indicazione che ci ha condotto verso la Vinarija Cosulich.

 


La famiglia Cosulich ha contribuito a recuperare i vigneti storici dell'isola e qui abbiamo assaggiato vini che sembrano racchiudere gli stessi profumi del paesaggio: erbe selvatiche, macchia mediterranea e quella particolare atmosfera marina che accompagna ogni momento trascorso a Susak.



È stata una scoperta inattesa, proprio perché è arrivata alla fine di una giornata dedicata soprattutto al mare e alla spiaggia.

Poi siamo tornati verso la costa.

 


Ci siamo concessi momenti di relax e un bagno nelle acque cristalline dell'isola e, dopo aver gustato un piatto di pesce a bordo della Kroven, è iniziato il viaggio di ritorno a Lussinpiccolo.


L’ultimo tratto di mare

La barca ha lasciato Susak e, lentamente, l'isola di sabbia si allontana. Abbiamo avuto la fortuna di doppiare un grande ed elegante veliero fermo all’ancora.



Susak è stata l'ultima tappa del nostro viaggio nell'arcipelago del Quarnero.

 

Dopo Osor, che ci aveva fatto da porta d'ingresso al viaggio, dopo aver attraversato Cres, scoperto Lussino e navigato verso la piccola Ilovik, questa singolare isola di sabbia ci ha regalato un finale diverso da quello che ci aspettavamo.



Rimane il ricordo di quelle vacanze di tanti anni fa, delle isole, delle barche, dei bagni in mare e dei piccoli luoghi scoperti quasi per caso.

 

E forse è proprio questo il bello dei viaggi: alcuni finiscono quando si torna a casa, altri continuano a vivere nei ricordi.


 Questo è il quarto e conclusivo articolo, e “Il viaggio continua attraverso gli altri racconti della serie”, con i link a Osor, Cres e Lussino. In questo modo Susak diventa davvero il punto di arrivo dell'intero percorso e contemporaneamente un nodo che rimanda agli altri articoli.

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