Un viaggio di quattro giorni nella Stiria, tra la raffinata Graz, castelli, abbazie, villaggi tradizionali e paesaggi verdissimi. Un itinerario ad anello che porta da Eggenberg e Stübing fino ad Admont e Mariazell, per poi scendere verso le colline del sudest, tra Riegersburg, Zotter e il castello di Pöllau.
La Stiria è una terra che sorprende. Al di là di Graz, elegante capitale regionale, si apre un paesaggio fatto di montagne, boschi, colline, castelli e grandi complessi monastici, dove arte e storia sembrano accompagnare ogni tratto della strada.
È qui che sono tornato a viaggiare con Fontana Viaggi di San Polo d’Enza, accompagnato ancora una volta dal professor Franco Bolondi, esperto d’arte dalla rara sapienza, e da Marianna competente guida locale.
Graz,
tra storia e modernità
Circondata da verdi colline e attraversata dal fiume Mur, Graz, capoluogo della Stiria, è la seconda città più grande dell’Austria. Patrimonio UNESCO dal 1999 e capitale europea della cultura nel 2003, conserva un centro storico di grande fascino, dove edifici tardogotici, rinascimentali e barocchi convivono con una vivace atmosfera contemporanea.
La scoperta della città inizia dalla scenografica Hauptplatz, cuore di Graz, dominata dall’elegante palazzo del Municipio e dalle facciate storiche che la circondano. Da qui si percorre Herrengasse, la principale strada dello shopping, per poi addentrarsi nella trama di vicoli, cortili e piccole piazze dove sopravvive l’anima più antica della città. Tra caffetterie, atelier e negozi storici spicca la panetteria Edegger, con lo spettacolare portale in rovere realizzato per la clientela degli Asburgo.
Nei pressi si incontrano la cattedrale tardo-gotica e il Landhaus, splendido palazzo rinascimentale il cui grande cortile interno è racchiuso da portici e logge su tre livelli.
Ma basta poco per accorgersi che Graz non vive soltanto del suo passato. A pochi passi dagli edifici storici, la Kunsthaus, soprannominata “l’Alieno”, irrompe nel paesaggio urbano con le sue forme sinuose e futuristiche, sede del Museo di Arte Moderna. E sul Mur, l’isoletta artificiale raggiungibile attraverso una passerella sembra quasi prolungare questo dialogo fra antico e contemporaneo.
È però salendo sullo Schlossberg che Graz regala una delle sue immagini più suggestive. La torre dell’orologio, simbolo della città, domina dall’alto il groviglio dei tetti rossi e delle vie del centro.
La salita in funicolare, effettuata
quando ormai è scesa la sera, trasforma la visita: dall’alto, Graz si accende lentamente di luci e la
città storica assume un volto completamente diverso. Una conclusione notturna
che rende ancora più evidente quel contrasto fra passato e presente che è forse
il tratto più affascinante di Graz.
Il castello di Eggenberg
Lasciata Graz, la visita prosegue al castello di Eggenberg, una delle più importanti testimonianze del barocco stiriano. La grandiosa architettura, circondata dal parco, fu concepita secondo un preciso simbolismo legato al tempo e all’armonia dell’universo. Un luogo che merita soprattutto di essere scoperto negli interni e nelle sale storiche, dove arte e storia raccontano la grandezza della famiglia Eggenberg.
Viaggio
in Stiria, prime tappe: Rein e Stübing
Il viaggio verso nord-ovest ha come prima tappa il vicino monastero di Rein, a 17 chilometri da Graz, che appare maestoso ed elegante, abbracciato dalle verdi colline stiriane. Fondato nel 1129 da Leopoldo il Forte, è il monastero cistercense più antico del mondo ancora attivo e abitato ininterrottamente.
La visita guidata è un susseguirsi di emozioni. La basilica, restaurata nel 2014, risplende nello sfolgorio del barocco; la biblioteca custodisce un patrimonio di oltre 100.000 pergamene, libri e manoscritti, tra cui un’edizione originale del Theuerddank, romanzo cavalleresco dell’imperatore Massimiliano. E poi il tavolo di Keplero, gli affreschi della Sala dell’Omaggio, il magnifico cortile interno e, all’esterno, la candida e fotogenica facciata barocca della chiesa.
Una breve sosta nelle vicinanze ci porta poi a Stübing, dove un centinaio di edifici rurali provenienti da diverse regioni austriache ricostruiscono un mondo contadino ormai lontano, permettendoci di immergerci in un’atmosfera sorprendentemente fuori dal tempo.
Il viaggio continua: Admont, tra montagne e libri
L’autostrada A9 che
risale la valle della Mur in direzione di Linz
è punteggiata di gallerie, una delle quali lunga ben 10 chilometri, ma offre
anche vedute su paesaggi montani di grande suggestione. Poi, lasciata
l’autostrada una bella strada serpeggia tra le abetaie fino ad Admont, villaggio immerso nel Parco Nazionale del Gesäuse.
In fondo alla valle, circondata dalle vette alpine, appare la famosa abbazia con le sue torri neogotiche. È uno scenario di grande bellezza, dove il verde intenso delle foreste contrasta con il bianco delle rocce calcaree.
Fondata nell’XI secolo da Gebhard, arcivescovo di Salisburgo, l’abbazia è il più antico monastero della Stiria. Più volte distrutta da guerre e incendi, nel Settecento conobbe una straordinaria rinascita artistica, abbracciando gli stili barocco e rococò.
La biblioteca di Admont, gioiello del
barocco
Il gioiello assoluto è però la biblioteca, che lascia letteralmente senza parole. Realizzata nel 1776 secondo i nuovi ideali illuministi e concepita per competere con la fama dell’Escorial di Madrid, è la più grande biblioteca monastica del mondo e un autentico capolavoro del barocco.
Sugli scaffali sono custoditi circa 200.000 volumi e 1.400 manoscritti. Di grande effetto anche le sculture lignee di Josef Stammel, che con le loro forme si stagliano contro il candore delle librerie.
Dal 2003 la visita si è arricchita del museo d’arte contemporanea, a testimonianza di come l’abbazia sappia unire patrimonio storico e sensibilità moderna. Dopo una sosta nel negozio dell’abbazia, con degustazione di alcune specialità regionali, si riparte verso una nuova meta carica di suggestioni: il santuario di Mariazell.
Verso Mariazell
Il percorso di circa 100 chilometri da Admont a Mariazell, conosciuto come “Itinerario romantico”, attraversa alcuni dei paesaggi alpini più suggestivi della Stiria. In particolare, il tratto della B24, che anni fa ho percorso in camper, regala scorci che da soli valgono il viaggio. E la meta è davvero straordinaria, non soltanto per i pellegrini.
Mariazell è infatti uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio d’Europa, frequentato ogni anno da circa un milione di visitatori. Immersa in un paesaggio montano di grande bellezza, la cittadina ha un aspetto pittoresco e vivace, con locali, negozi di artigianato e souvenir che si raccolgono intorno al santuario.
Il cuore di Mariazell è la Basilica, santuario nazionale, riconoscibile per la facciata dominata dalla grande torre centrale gotica affiancata da due torri barocche. All’interno, nella Cappella della Grazia, è venerata la statua lignea della Vergine Maria, legata alla tradizione del monaco benedettino Magnus, che nel 1157 avrebbe fatto costruire una cappella in legno per custodirla. Secondo la leggenda, l’immagine si sarebbe miracolosamente salvata da un incendio.
La navata centrale è imponente e l’altare maggiore, progettato dall’architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach, è uno dei capolavori della basilica.
Ma Mariazell ha anche profumi e tradizioni che appartengono alla sua identità. Prima di ripartire visitiamo l’azienda di famiglia Pirker, dove da circa 170 anni si tramandano l’arte della panificazione, la produzione dell’idromele e la lavorazione della cera.
Verso Pöllau, dalle montagne
alle colline
Dagli 860 metri di Mariazell scendiamo verso le dolci e
fertili colline del sud-est della Stiria. Un percorso di circa 100 chilometri
durante il quale il paesaggio cambia progressivamente sotto i nostri occhi,
passando dagli scenari alpini alle morbide ondulazioni collinari.
Anche sulla collina di Pöllau, da secoli, si venera la Madonna. Per la sua imponenza la chiesa viene definita la “Basilica di San Pietro della Stiria” e il suo aspetto richiama il tardo gotico mitteleuropeo, lo stesso periodo al quale risale la cattedrale di Vienna.
Dalla piazza principale si accede all’antico complesso abbaziale degli agostiniani, dove ci attende uno degli esempi più importanti di architettura barocca della Stiria: l’antica chiesa abbaziale, oggi parrocchiale di San Vito.
L’edificio, lungo 62 metri e costruito in diverse fasi tra il 1701 e il 1723, è l’ottava chiesa più grande della regione.
La visita prosegue negli ambienti dell’antica abbazia: la Grande Sala degli Affreschi, l’ex biblioteca anch’essa decorata, il refettorio, l’arioso chiostro sviluppato su più livelli e, all’esterno, il curatissimo parco del castello. Un insieme elegante e raccolto che segna un netto cambiamento rispetto alle grandi architetture incontrate nelle tappe precedenti.
Verso Riegersburg
Da Pöllau proseguiamo per 47 chilometri
attraverso il paesaggio collinare vulcanico del sud-est, la cosiddetta “Toscana
stiriana”, tra vigneti, frutteti, località termali come Loipersdorf e antichi castelli.
Ed ecco apparire Riegersburg, issato su uno sperone roccioso, scenografico e decisamente fotogenico.
Un moderno ascensore facilita l’accesso, poi una breve camminata conduce al monumentale ingresso della fortezza. Nel Seicento il feldmaresciallo imperiale Montecuccoli la definì la più possente roccaforte della Cristianità: posta a difesa del confine orientale della Stiria, resistette a ripetuti assalti turchi e ungheresi. Tre chilometri di mura, sette porte e undici bastioni testimoniano ancora oggi quel passato tormentato.
La fortezza, costruita attorno al 1600, appartiene oggi a Emanuel von und zu Liechtenstein (che ho conosciuto anni fa durante un press tour), della casata dell’omonimo principato.
Tra gli ambienti più interessanti del castello,
il maestoso loggiato, i dodici saloni con mostre, porte decorate e soffitti a
cassettoni e soprattutto la Sala Bianca,
del 1658, con il raffinato soffitto in stucco, capolavoro del primo barocco.
Nelle cantine, un singolare museo racconta invece una delle pagine più oscure della storia europea: la persecuzione delle streghe.
Svizzero? No, stiriano:
cioccolato d’autore
All’ombra di Riegersburg si trova una manifattura di cui gli stiriani vanno particolarmente orgogliosi: quella di Josef “Seppl” Zotter, eccentrico maestro chocolatier che ha trasformato la passione per il cioccolato in una vera forma d’arte.
Zotter utilizza cacao proveniente da filiere equosolidali e propone tavolette dalle combinazioni più originali, dal marzapane alla zucca, dall’uvetta al peperoncino, racchiuse in confezioni illustrate da artisti.
La visita è un percorso di scoperta e degustazione: dopo il filmato sulla storia dell’azienda, si attraversano gli spazi dove è possibile assaggiare centinaia di specialità, fino alla curiosa mini-teleferica che trasporta le tavolette direttamente ai visitatori.
Il percorso termina nel grande shop, inevitabilmente tentatore.
Zotter e il sottoscritto
Zotter lo avevo già conosciuto anni fa,
durante un press tour a Riegersburg e Loisperdorf, quando ebbi anche
l’occasione di intervistarlo. All’esterno della fabbrica avevo scoperto allora
un’altra delle sue bizzarre invenzioni: il “Cimitero delle idee”, con lapidi dedicate alle ricette fallite e
alle produzioni che il mercato non aveva apprezzato. Un ricordo che rende
questa seconda visita ancora più particolare.
L’ultima tappa: il castello di Kronberg
Prima del rientro a Graz, che chiude il nostro viaggio ad anello, ci attende il castello di Kronberg, dalla caratteristica pianta esagonale irregolare, risalente al 1681.
Anche qui ho ritrovato un volto già conosciuto in occasione di un precedente viaggio: il console Andreas Bardeau, signore del castello, che ci ha accompagnato personalmente nella visita delle sale riccamente arredate.
Un’ultima, piacevole sorpresa prima di
riprendere la strada verso Graz e
chiudere questo intenso itinerario nella Stiria
con Fontana Viaggi.
Sorpresa finale firmata Bolondi
Domenica 30 agosto lasciamo l’Intercity Hotel di Graz per il rientro in Italia, ma, come spesso accade, Franco Bolondi ci ha riservato una sorpresa finale.
Ci porta nel borgo rurale di Thal, paese natale di Arnold Schwarzenegger, dove la sua casa è stata trasformata in museo, per visitare la singolare Pfarrkirche St. Jakob.
Immersa in un paesaggio bucolico, la chiesa è un sorprendente capolavoro di “Arte Fantastica” dell’artista e architetto Ernst Fuchs, una conclusione davvero fuori dagli schemi per questo viaggio nella Stiria.
E anche la sosta
per il pranzo si rivela una piccola sorpresa: niente autogrill, ma libera
scelta tra i numerosi locali di Velden
am Wörthersee, in Carinzia,
elegante località affacciata sul lago e impreziosita da interessanti gioielli
architettonici.
Un ultimo fuori programma che chiude il
viaggio con lo stesso spirito con cui era iniziato: la scoperta, la curiosità e la capacità di lasciarsi sorprendere.


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