Osor, il piccolo villaggio sul canale che separa Cres da Lussino, è il punto ideale per entrare nel cuore delle isole del Quarnero, tra storia, mare e antiche rotte dell'Adriatico.
Ci sono luoghi che
non sono soltanto una tappa del viaggio. Osor
è uno di questi.
Adagiato là dove l'isola di Cherso (Cres) quasi si ricongiunge a Lussino (Lošinj), il piccolo villaggio di Osor sembra custodire, nelle sue pietre e nel sottile canale che lo attraversa, la memoria di un tempo lontano, quando il mare era una strada per i commerci e le isole non erano necessariamente confini.
Per arrivare a Osor attraversiamo l’isola di Cres percorrendo una lunga strada che corre alta tra boschi, pietraie, ragnatele di muretti a secco. Non mancano affacci sul mare e sull’isola di Krk, né deviazioni verso baie e villaggi che meriterebbero ciascuno un viaggio.
Dopo l’ennesima curva, ecco apparire le mura che in parte ancora cingono Osor. Non è una delle tante località dell'isola, bensì la porta di Lussino, il punto in cui la frastagliata geografia dell'arcipelago del Quarnero cambia improvvisamente volto.
| Le mura di Osor |
A Osor incontriamo alcuni mezzi in fila, in attesa dell’apertura (avviene due volte al giorno) del ponte girevole sul canale che separa Cres da Lussino.
Un canale breve ma
tutt’altro che naturale: furono i Romani a scavarlo, trasformando quello che
era un istmo in un passaggio navigabile e facendo di Osor un importante crocevia sulle rotte dell'Adriatico.
Noi, sulle isole di Cres e Lussino, ci siamo tornati più volte. Le avevamo già percorse durante i nostri viaggi in Croazia, da Fiume fino a Dubrovnik, isole comprese. Eppure, diversi anni fa, abbiamo deciso di tornarci sul finire dell'estate, quando la stagione turistica cominciava lentamente a spegnersi e l'arcipelago mostrava un volto più quieto, forse più autentico.
È da
Osor che voglio ricominciare questo viaggio.
Non perché sia il luogo più famoso di Cres, né perché bastino poche righe per raccontarlo. Al contrario. Osor è il punto ideale da cui partire per ripercorrere, con calma, una parte di quell'arcipelago che negli anni ci ha regalato alcuni dei nostri viaggi più belli.
Isola di Lussino - sullo sfondo Cres
Un tempo importante centro commerciale di origine greca, conosciuto con il nome di Apsoros, Osor conserva ancora l'impronta romana della città, con la caratteristica struttura a scacchiera racchiusa entro robuste mura.
Il centro storico è piccolo, ma pieno di fascino. Vicoli e piazzette si intrecciano tra case in pietra, fiori, aiuole e dehors dei ristoranti. Qua e là compaiono curiose sculture in bronzo ispirate alla musica, un omaggio alla vocazione musicale di Osor e agli eventi che ancora oggi animano il borgo.
La cattedrale con a fianco il palazzo del Museo archeologico
Verso la baia di Bijar
Lasciato il centro di Osor, un sentiero ombreggiato da piante di carrubo conduce verso la baia di Bijar. Il verde della vegetazione lascia progressivamente intravedere l'acqua e, scendendo, il paesaggio si apre su una piccola insenatura dai colori intensi, quasi irreali.
A dominare la baia sono i resti del convento francescano e quelli del monastero benedettino di San Pietro, testimonianze di un passato che oggi convive con la quiete del luogo.
La baia è un angolo appartato e tranquillo, dove il mare sembra prendere il sopravvento su tutto il resto. Qui Bijar ci appare davvero come un piccolo paradiso: acqua trasparente, vegetazione, silenzio e quella sensazione di pace che solo certi luoghi riescono a regalare.
A Osor abbiamo trovato tutto questo, ma anche qualcosa di più difficile da raccontare. Forse è l'atmosfera del piccolo borgo, forse il suo passato che riaffiora ad ogni angolo, oppure quel canale che da secoli divide e nello stesso tempo unisce due isole.
E IL VIAGGIO CONTINUA..
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