Cres, nel Quarnaro, è un’isola di sorprendenti contrasti: paesaggi
carsici e foreste, grifoni e pecore, borghi veneziani, baie nascoste e un mare
dalle mille sfumature.
LA PORTA DEL QUARNARO
Eccola, l’isola di Cres. La osserviamo durante la traversata in traghetto da Brestova, sulla costa istriana, a Porozina: appena venti minuti di navigazione e siamo già immersi nel paesaggio dell’isola.
Una volta sbarcati, risaliamo lungo la strada che, raggiunta la dorsale, si srotola tortuosa e panoramica. È un percorso che attraversa un'isola dai forti contrasti paesaggistici: gradualmente le zone brulle e carsiche lasciano spazio alle foreste, ai cespugli e agli aridi pascoli dove brucano le pecore. Qua e là si aprono panorami mozzafiato sulle isole di Krk e Rab, adagiate in un mare dalle intense tonalità blu cobalto.
Sui ripidi dirupi della costa nord-orientale nidificano gli ultimi grifoni dalla testa bianca. Dopo lunghi vagabondaggi, questi grandi rapaci tornano sull’isola per riprodursi. A Beli, l’antica Caisole, villaggio arroccato sulla cima di un promontorio e già importante insediamento romano, un centro si occupa della tutela di questi splendidi e rari abitanti dell'isola.
Superato il tratto settentrionale, il paesaggio cambia gradualmente. La vegetazione si fa più rigogliosa e la strada ci conduce verso Cherso/Cres, il capoluogo dell’isola, incastonato in una magnifica baia al riparo dai venti.
| Isola di Cres nei pressi del camping Kovacine |
CHERSO, BELLA CITTADINA DAL SAPORE VENEZIANO
Entriamo in città attraverso una delle tre porte rinascimentali della cinta muraria, ancora impreziosite dagli stemmi dei dogi veneziani e dal leone di San Marco.
| Torre dell'Orologio e Loggia rinascimentale |
La peculiarità di Cherso è che il cuore del centro storico sembra quasi essere raggiungibile direttamente dal mare. Il piccolo porticciolo, il Mandracchio, penetra infatti profondamente nella piazza centrale, la Piazza del Mercato.
Qui si affacciano la Loggia del XV secolo e, accanto, la Torre dell’Orologio, mentre sullo sfondo una fila di case dai colori pastello completa un quadro che conserva intatto il sapore della Serenissima. Ci si può fermare ai tavolini all'aperto di uno dei numerosi locali, osservando il continuo viavai tra negozietti e imbarcazioni.
| Il Mandracchio, il porto di Cres |
Incontriamo il gotico Palazzo Arsan-Petris, il più antico palazzo nobiliare di Cherso, oggi sede del museo cittadino, che conserva anche un'interessante collezione di anfore romane. Poco distante, la facciata della chiesa di Santa Maria Maggiore, edificio gotico-rinascimentale, introduce a interni altrettanto pregevoli.
A sovrastare il centro storico si erge la fortezza di Cherso, l’unica rimasta delle cinque torri che un tempo costituivano il sistema difensivo della città. Poco fuori dal centro merita una visita anche la chiesa gotica del XIII secolo, parte del complesso del convento francescano.
VERSO
OSOR
Lasciata Cres, la strada diventa finalmente ampia e scorrevole e attraversa una sorta di altopiano steppico, punteggiato di ginepri contorti e disegnato dalle geometriche ragnatele dei centenari muretti a secco.
Anche qui non mancano gli scorci sul mare, sull’isola di Krk e sulla lontana barriera rocciosa del Velebit. Nel cuore dell’isola si trova invece il lago di Vrana, preziosa riserva d’acqua dolce e unica fonte di acqua potabile di Cres.
| La baia di Cres |
Lungo il percorso, interessanti deviazioni conducono ai villaggi arroccati di Valun e Lubenice, quest’ultimo ancora raccolto entro le sue antiche mura. Ma sono forse le spiagge nascoste a esercitare il fascino maggiore sui viaggiatori: alcune si raggiungono lasciando l’auto nei parcheggi e affrontando ripidi sentieri, altre direttamente dal mare.
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| Mali Bok-Orloc |
Tra le più belle ricordiamo Martinscica, sulla costa occidentale e non lontana da Valun, e le baie di Orlec e Lubenice.
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| Lubenice |
Ancora qualche chilometro lungo la strada dell’isola e, quasi all’improvviso, ecco apparire le mura di Osor.
Siamo arrivati al punto in cui Cres e Lošinj/Lussino, si incontrano. Un sottile canale, scavato in epoca romana, separa le due isole e il ponte girevole segna ancora oggi il passaggio fra l’una e l’altra.

Osor e il canale di epoca romana
E così, dopo aver attraversato l'isola di Cres, il viaggio continua sull'sola di Lošinj/Lussino



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