Lussino, nel Quarnero, conquista con baie dalle acque cristalline, profumi mediterranei, borghi colorati e antiche ville austro-ungariche. Da Mali Lošinj a Veli Lošinj, fino alla vicina Ilovik, un viaggio tra mare, storia e ricordi di fine estate.
Lussino, rispetto a Cres, è invece più dolce. Increspata da colline, profumata di erbe selvatiche ed esotiche, con coste frastagliate che traboccano di spiagge di ciottoli e insenature nascoste lambite da acque cristalline.
Numerose sono le isole che le fanno da corona e poi ci sono i centri abitati, come Mali Lošinj/Lussinpiccolo, e Veli Lošinj/Lussingrande, che si mostrano come acquerelli d’altri tempi.
LUSSINPICCOLO, PICCOLO SOLO DI NOME
Attraversato il ponte mobile di Osor, la strada inizia il suo ondulato percorso sul territorio dell’isola di Lošinj/Lussino. Il paesaggio cambia poco alla volta e le bellissime insenature, la purezza del mare e la cornice verde delle colline danno all'isola un carattere completamente diverso da quello, più aspro e selvaggio, che avevamo incontrato a Cres.
La prima grande sorpresa è la baia di Čikat, dove si trova il villaggio-camping omonimo. Il promontorio è tappezzato da eleganti boschi di conifere, tra i quali emergono ville monumentali, alcune delle quali risalgono al periodo asburgico.
Una sinuosa pista ciclo-pedonale consente di girare intorno al promontorio e di godere, passo dopo passo, di questo angolo particolarmente suggestivo dell’isola.
A due passi sorge Mali Lošinj/Lussinpiccolo, che a dispetto del nome è il maggior centro abitato di Lussino.
La cittadina si è sviluppata attorno alle rive del grande golfo di Augusta (qui attraccavano le navi romane), uno dei più protetti e profondi dell’arcipelago.
Il suo porto, sempre animato da barche di ogni tipo, è circondato dalle eleganti e colorate case degli antichi armatori e ostenta immediatamente l'immagine di una cittadina legata da sempre al mare.
Nel XIX secolo Lussinpiccolo conobbe infatti un periodo di grande sviluppo grazie all'industria navale: arrivò a contare sei cantieri e una flotta di numerosi velieri. Nello stesso periodo gli Asburgo ne valorizzarono anche le caratteristiche climatiche, facendone una stazione di cura e soggiorno.
Non è un caso che Lussino sia stata a lungo associata all'idea di un'isola della salute.
Oggi la vita della cittadina si concentra soprattutto lungo il porto e nella scenografica piazza che lo fronteggia, tra locali, negozi e il continuo movimento delle barche. Ma per scoprire il volto più autentico di Lussinpiccolo bisogna allontanarsi dal lungomare e infilarsi nei vicoli che salgono verso il cuore storico, fino al maestoso duomo.
TRA BAIE E SENTIERI, ALLA SCOPERTA DI LUSSINO
Lussino invita anche a lasciare per un po' le strade e a seguire i sentieri che si insinuano tra la vegetazione e raggiungono baie e spiagge nascoste.
Le coste dell’isola sono in prevalenza di ciottoli e ghiaia e offrono numerosi angoli dove fermarsi a fare il bagno. Tra le località più note ci sono Čikat, con la vicina Sunčana uvala, e Veli žal.
Ma il mare suggerisce anche un altro modo
per conoscere l'arcipelago: partire in barca e andare alla scoperta delle isole
vicine.
Ed è proprio quello che abbiamo fatto durante la nostra vacanza sull’arcipelago.
LUSSINGRANDE, UN PICCOLO GIOIELLO
DAL GRANDE PASSATO
Da Mali Lošinj a Veli Lošinj si può arrivare anche in bicicletta o a piedi, seguendo una splendida passeggiata a bordo mare. Il percorso si snoda tra piccole baie ombreggiate dai pini d’Aleppo e conduce lentamente verso quello che appare come un piccolo e variopinto gioiello rannicchiato in un pittoresco fiordo.
Veli Lošinj/Lussingrande, oggi è un piccolo villaggio, ma non è sempre stato così.
Per lungo tempo fu infatti più grande e importante della vicina Lussinpiccolo, che avrebbe conquistato la supremazia economica e demografica soltanto in epoca più recente. A ricordare quel passato sono ancora oggi le eleganti ville ottocentesche, circondate da giardini e affacciate sulle viuzze lastricate.
Sui due lati del porto dominano i colori pastello delle case, tutte diverse l’una dall’altra, che insieme formano un insieme armonioso e scenografico.
All'ingresso del fiordo si erge la parrocchiale di Sant'Antonio Abate, mentre nel cuore del paese svetta la torre merlata del XVI secolo, oggi sede di un museo.
Qui abbiamo
ammirato la copia dell’Apoxyomenos,
la celebre statua bronzea, alta 192 cm risalente al I-II secolo a.C.
raffigurante un atleta greco, ritrovata nei fondali dell’arcipelago.
DAI CAPITANI CORAGGIOSI A
ROVENSKA
A Veli
Lošinj basta poco per cambiare completamente scenario.
Dalle architetture ottocentesche delle ville dei “Capitani Coraggiosi” alle semplici casette dei pescatori di Rovenska sono sufficienti una decina di minuti di passeggiata.
Rovenska è una minuscola insenatura protetta da una barriera frangiflutti costruita nell’Ottocento, dove ancora oggi trovano riparo le barche della gente di mare di Lussingrande.
Noi abbiamo avuto la fortuna di arrivarci
in una giornata tutt'altro che tranquilla.
Il mare era agitato dalla bora e, seduti ai tavoli della pittoresca trattoria Mol davanti a un piatto di scampi eccezionali, abbiamo assistito a uno spettacolo che difficilmente si dimentica.
Le onde si infrangevano sul molo e contro le “vele” che proteggono la veranda del ristorante. Il vento, il rumore del mare, le barche che ondeggiavano: per noi Rovenska è rimasta soprattutto questo.
Un piccolo angolo appartato di Lussino trasformato, per qualche ora, in un teatro naturale.
IN BARCA VERSO ILLOVIK, L’ISOLA
DEI FIORI E DEGLI ASINELLI
Dal porto di Lussinpiccolo partono numerose imbarcazioni dirette verso le isole dell’arcipelago. In piena estate può diventare una vera corsa a conquistare un posto a bordo, mentre al tramonto della stagione tutto assume un ritmo più tranquillo e le escursioni si possono vivere con maggiore calma.
All'epoca della nostra visita avevamo scelto la Kroven, un caratteristico veliero dai colori sgargianti, lungo 17 metri e costruito nel 1945, con al timone il capitano Ivan.
Oggi la Kroven non è più attiva, ma il ricordo di quella giornata è ancora vivo.
L'imbarcazione uscì dal porto di Lussinpiccolo passando accanto
all'isola di Koludarac e poi fece
rotta lungo la frastagliata costa sud-occidentale di Lussino, con la prua colorata che tagliava un mare di un blu
intenso.
La prima sosta bagno fu alla baia di Balvanida, dove il colore dell'acqua ci regalò quasi una parentesi caraibica.
Poi riprendemmo la navigazione verso Ilovik, l'isola che un tempo era conosciuta con il nome italiano di San Pietro dei Nembi.
ILLOVIK, UN FAZZOLETTO DI PARADISO
Lo sbarco a Ilovik fu una di quelle piccole esperienze che rimangono impresse.
La riva di ciottoli bianchi, l'acqua cristallina e invitante per il bagno, le casette del paese, gli orticelli e i fiori davano immediatamente la sensazione di essere arrivati in un luogo sospeso nel tempo.
Davanti alle case comparivano le statuette degli asinelli, mentre fiori di ogni genere spuntavano un po' dappertutto, anche lungo il pontile.
Ilovik è conosciuta proprio come l’isola dei fiori e degli asinelli e, almeno per qualche ora, ci è sembrato un nome perfetto.
Poco lontano dal porticciolo, una terrazza di un ristorante sembrava quasi sommersa da una cascata di fiori.
Era uno di quei luoghi estatici che non si
vorrebbero mai lasciare.
“Svi na brodu!”, tutti a bordo.
La voce del capitano ci richiamò alla realtà e la Kroven riprese il mare. Dopo la sosta per il pranzo nella baia di Kriska, iniziò la navigazione di ritorno verso Lussinpiccolo.
E mentre l'isola dei fiori si allontanava lentamente alle nostre spalle, ci rimaneva la sensazione di aver scoperto, in poche ore di navigazione, un piccolo mondo fatto di mare, profumi, colori e memorie.
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