sabato 24 gennaio 2026

Saint-Tropez d’inverno: oltre il mito, il villaggio

 

Lontana dai riflettori estivi, Saint-Tropez, ritrova in inverno la sua anima più autentica. Tra vicoli silenziosi, mercati profumati e luce provenzale, l’ex villaggio di pescatori rivela un’eleganza discreta e senza tempo, lontana dagli eccessi mondani che l’hanno resa famosa.

Il fascino ritrovato di Saint-Tropez fuori stagione

«Il più fiorente e splendido mercato di carne umana che si conosca», diceva con ironia il playboy Gunther Sachs.
In estate Saint-Tropez è anche questo. Ma in inverno e in primavera, quando perde l’aria snob e le folle si diradano, il borgo riacquista il suo charme originario di tranquillo villaggio di pescatori.


 Si dice che almeno una volta nella vita tutti dovrebbero vedere Saint-Tropez. A poco più di due ore da Ventimiglia, questo luogo quasi irreale è rannicchiato nel grembo di uno dei golfi più incantevoli della Costa Azzurra. Qui la luce intensa della Provenza ha ammaliato generazioni di artisti: da Pablo Picasso a Paul Signac.


Fu proprio Signac ad arrivare a Saint-Tropez a bordo della sua barca Olympia nel 1892, rimanendovi fino al 1913 e immortalando su tela ogni angolo del villaggio.

Fuori stagione, la vera anima del borgo

È fuori stagione che Saint-Tropez si lascia davvero scoprire. Passeggiare tra le pittoresche botteghe di La Ponche, quartiere-francobollo variopinto e fuori dal tempo, è un piccolo privilegio. A vegliare su questo dedalo di vicoli c’è il campanile policromo della chiesa di Notre-Dame de l’Annonciade, un curioso incontro tra stile ligure e provenzale.



Imperdibile una visita ai mercati:

-      in place de Lices (martedì e sabato), tra profumi di spexie e prodotti locali; sotto i platani i “tropeziani” giocano a petanque.


-   sotto i portici di place aux Herbes, che ospitano il mercato del pesce



 Il porto, simbolo eterno di Saint-Tropez

Emblema di Saint Tropez resta il pittoresco porto, dominato dalla torre del Portalet. Le piccole barche da pesca creano un affascinante contrasto con la selva di yacht da capogiro. Sui moli si affacciano facciate color pastello, negozi di lusso, gallerie d’arte, caffè e ristoranti con dehors che, complice il sole tiepido, si animano anche fuori stagione, ma senza ostentazione.



Un’icona irrinunciabile per una pausa golosa (anche solo per una tarte tropézienne) è il Café Sénéquier, riconoscibile dal rosso fuoco degli arredi.



Arte, storia e panorami

Saint-Tropez, che nel 1474 fu repubblica marinara, vanta una solida tradizione artistica. Oltre alla chiesa barocca di Notre-Dame de l’Annonciade, vale la pena salire sulla collina per visitare la Cittadella cinquecentesca, con le sue fortificazioni esagonali e il Museo della Marina.



Dagli spalti lo sguardo abbraccia i tetti rossi del borgo, Sainte-Maxime, i massicci dei Maures e dell'Esterel. Un panorama che incantò anche Guy de Maupassant.


Le spiagge di Saint-Tropez, fuori stagione

Lasciato il porto alle spalle, basta allontanarsi di poco dal centro per scoprire un altro volto di Saint-Tropez: quello delle sue spiagge, che fuori stagione tornano paesaggi silenziosi e intensamente mediterranei. Eccole:



Pampelonne
La più iconica: 4,5 km chilometri di sabbia chiara che, lontano dall’estate, ritrovano una bellezza pura ed essenziale.

Les Salins
Appartata e silenziosa, amata da chi cerca atmosfere autentiche e tramonti di fuoco.

La Moutte
Un angolo discreto immerso nel verde, accessibile a piedi.

Les Canebiers
Baia riparata e molto locale, con lo sguardo che corre verso La Madrague, la tenuta di Brigitte Bardot.

La Ponche
Minuscola e simbolica, incastonata nel borgo: più un luogo dell’anima che una spiaggia.

Brigitte Bardot, il mito

Era l’estate del 1957 quando, ai bagni del leggendario Club 55 sulla spiaggia di Pampelonne, esplose la trasgressiva libertà di vivere incarnata da Brigitte Bardot.
L’anno prima, il prototipo della bomba sexy era stato lanciato dal film di Roger Vadim: Et Dieu… créa la femme (in Italia Piace a troppi), girato proprio a Saint-Tropez.

 

Così nacque il mito di B.B., icona assoluta degli anni Sessanta e volto indimenticabile del cinema francese. Ma il legame con Saint-Tropez era più profondo: Brigitte frequentava questo angolo di Provenza già da ragazza, quando vi trascorreva le vacanze con la madre. La sua casa, La Madrague, si trova in posizione isolata nella baia dei Canebiers.

In una recente intervista, rivedendo il film che la rese celebre, ha commentato con ironia: «Niente male, la ragazza». Brigitte Bardot è venuta a mancare il 28 dicembre 2025 all’età di 91 anni.



 Curiosità

Fu proprio Brigitte Bardot a suggerire al pasticciere Alexandre Micka di chiamare “tarte tropézienne” la celebre torta alla crema, oggi simbolo gastronomico di Saint Tropez.


Dove dormire e mangiare a Saint-Tropez, in inverno

Hôtel La Ponche
Nel cuore del borgo e affacciato sul mare. In inverno offre il volto più poetico di Saint-Tropez.

Hôtel des Lices
Elegante ma informale, a due passi da place des Lices. Perfetto per vivere il paese a piedi, lontano dal clamore estivo.

 

Per i camper in inverno: (i camping sono chiusi) e l'unica possibilità è il Park Nuveau Port in Avenue General De Gaulle, vicino al centro.

 

Mangiare: tavole autentiche

Le Girelier
Sul porto, classico per pesce e frutti di mare. Fuori stagione regala un’atmosfera rilassata e autentica.


Sénéquier
Icona storica del borgo, in inverno è il posto giusto per una colazione lenta o una pausa al sole con la famosa tarte tropézienne.

 

Per chi ama la “ Bouillabaisse”, l’indirizo giusto è Chez Camille sulla strada per l’incantevole borgo di Ramatuelle.






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