Se Torino è la patria del Gianduiotto, Perugia risponde con il Bacio. Oggi la città umbra consolida la propria identità con la nuova Città del Cioccolato, un progetto che trasforma una grande tradizione industriale in esperienza culturale. Il mio viaggio tra museo, ospitalità tematica e centro storico, per riscoprire Perugia con occhi nuovi.
LÀ DOVE NACQUERO I BACI
A Perugia, nei primi anni del ’900, nacque una delle più importanti industrie dolciarie italiane: la Perugina, oggi parte del gruppo Nestlé.
Artefice dell’impresa fu Giovanni Buitoni, affiancato da una figura straordinaria e modernissima per il suo tempo: Luisa Spagnoli. Visionaria e determinata, rivoluzionò non solo l’azienda dolciaria ma anche il mondo della moda italiana. Fu lei ad avere l’intuizione di creare il celebre Bacio Perugina, diventato nel tempo un’icona universale dell’amore e del cioccolato.
Proprio nel segno del cacao si inserisce la mia recente visita a Perugia. Qui ho partecipato a un incontro con Enrica Landrini, executive manager del nuovo museo cittadino dedicato al cioccolato, efficacemente denominato Città del Cioccolato.
Un progetto ambizioso che punta a consolidare il primato internazionale di Perugia nel mondo del cacao, trasformando una tradizione industriale in esperienza culturale e sensoriale.
ETRUSCAN CHOCOHOTEL, UN DOLCISSIMO SOGGIORNO
Per restare immerso
nel tema, ho scelto di soggiornare all’Etruscan Chocohotel, il primo hotel
al mondo interamente dedicato al cioccolato.
Alla “Chocoreception” mi accoglie la reception manager Paola, che con entusiasmo mi racconta filosofia e dettagli della struttura. La hall è già una dichiarazione d’intenti: tra “cioccolateria” e “choco-store” lo sguardo si perde tra praline, tavolette e confezioni irresistibili.
L’albergo, tre stelle, si sviluppa su tre piani tematici: “al latte”, “gianduia” e “fondente”. La mia camera è al piano “gianduia”: testata del letto a forma di tavoletta di cioccolato, copriletto con la parola “cioccolato” declinata in mille lingue, lampadario che simula una colata di cacao. Ogni dettaglio è pensato per evocare dolcezza e gioco.
Il momento più sorprendente resta però la colazione all’“Isola dei Golosi”: un buffet ricchissimo dove, accanto a torte e lievitati, compaiono specialità al cioccolato e perfino la fonduta. Un risveglio decisamente straordinario.
LA CITTÀ DEL CIOCCOLATO
Dopo la “choco-colazione” e il check-out, ho
raggiunto il parcheggio dei Partigiani. Da qui il sistema di scale mobili
conduce al centro storico di Perugia.
Suggestiva l’ultima rampa che attraversa le imponenti volte della Rocca Paolina, fortezza papale del XVI secolo: un passaggio scenografico prima di riemergere alla luce.
Dalla terrazza dell’ex Mercato Coperto – fatto costruire nel 1932 da Giovanni Buitoni (allora podestà di Perugia) – lo sguardo abbraccia Assisi e il Subasio. Gode della terrazza anche il nuovissimo "Chocolate bar"
È qui, all’ex Mercato Coperto che ha sede la Città del Cioccolato, inaugurata il 30 ottobre 2025.
NON È SOLO UN MUSEO
È un polo culturale e sensoriale di 2.800 metri quadrati distribuiti su due piani, nato da un’idea di Eugenio Guarducci, patron di Eurochocolate, la kermesse che ogni anno in ottobre attrae i golosi di tutta Europa.
Il percorso superiore racconta la storia del cacao: dalle civiltà precolombiane di Montezuma all’arrivo in Europa, fino all’industrializzazione. Installazioni immersive e schermi interattivi dialogano con il visitatore.
Ampio spazio è dedicato a Luisa Spagnoli, alla Perugina e a Eurochocolate, con una sorprendente riproduzione in cioccolato della Fontana Maggiore, simbolo di Piazza IV Novenmbre a Perugia.
Il piano inferiore conduce invece nel cuore della filiera produttiva: una passerella attraversa una foresta simbolica di alberi di cacao (per i più audaci c’è anche un megascivolo).
Il percorso si conclude nel choco-store, con prodotti provenienti da tutto il mondo.
Accanto al museo si trova anche il LAB – Luisa Annibale Base – hub esperienziale dedicato a degustazioni, laboratori, incontri e approfondimenti guidati da chocolate taster e maître chocolatier.
Città del Cioccolato. Via
della Rupe, 06121 Perugia PG. Telefono: 378 309 3537. Orari. Dal lunedì al
venerdì 10:00-19:00; sabato e domenica, 09:00-19:00.
PERUGIA: CAMMINANDO NELLA STORIA
Situata su un colle a 490 metri di altitudine, Perugia domina i soavi paesaggi della Valtiberina e della Valle Umbra.
Abitata fin dal X secolo a.C., fu una delle dodici città principali della civiltà etrusca; i Romani la annoverarono tra le urbes validissimae, le città più solide e potenti. Il suo massimo splendore arrivò nel periodo dei Comuni e delle Signorie.
Dell’epoca etrusca restano le mura, l’Arco Etrusco e le strutture ipogee; del Medioevo sopravvivono palazzi e chiese che trasformano ogni passeggiata in una scoperta continua.
| la cattedrale, sullo sfondo il Palazzo dei Priori |
Il cuore della città è Corso Pietro Vannucci, dedicato al Pietro Vannucci, il celebre Perugino. La via collega i palazzi del potere alla Cattedrale di San Lorenzo e conduce alla scenografica Piazza IV Novembre, dominata dalla magnifica Fontana Maggiore, che il critico d’arte Cesare Brandi definì “la più bella del mondo”.
È emozionante entrare nel maestoso Palazzo dei Priori tra i maggiori edifici gotici d’Italia), ammirare la Sala dei Notari e il Collegio del Cambio affrescato dal Perugino, e immergersi nei capolavori della Galleria Nazionale dell'Umbria.
Poi c’è l’Acropoli: un dedalo di vicoli, scalinate e passaggi sotterranei dove si intrecciano echi etruschi, tracce romane e suggestioni medievali. La discesa lungo Via Appia – una scalinata quasi fuori dal tempo – regala scorci incantati tra archi, case antiche e tratti dell’acquedotto romano, con lo sguardo che si apre verso Borgo Sant’Antonio e Borgo Sant’Angelo.
Conclusione
Perugia ha trasformato il cioccolato da eccellenza produttiva a linguaggio culturale.
Ritornare a Perugia è stato come ritrovare un sapore conosciuto e scoprirlo diverso. Per me il vero viaggio, talvolta, non è cambiare luogo, ma cambiare sguardo (Proust, docet).
Nessun commento:
Posta un commento