giovedì 12 gennaio 2017

Parma, melodie a tavola

Sequenza di tortelli al ristorante di Parma Corale di Verdi


Nella raffinata città di Maria Luigia, l’eredità gastronomica è preziosa quanto quella artistica e culturale. “il senso del gusto” è sublimato da anolini e tortelli e dalla magica e inimitabile triade composta di parmigiano, prosciutto e culatello. 

il viale alberato del Parco della Cittadella, sullo sfondo il Palazzo Ducale
Sedersi a tavola a Parma, che in inverno si fa romantica come una capitale del nord Europa, non c’è che l’imbarazzo della scelta e visto che è anche la città di Giuseppe Verdi, quale miglior (e gustosa) soluzione se non quella di scegliere il ristorante la “Corale di Verdi”, collocato nella sede dell’omonima associazione, un’importante punto per l’attività culturale della città di Parma. Questo “covo verdiano” della cucina si trova in vicolo Asdente in Borgo Tanzi (nell’Oltretorrente), accanto al magnifico Parco Ducale e alla casa natale di Arturo Toscanini.

lo chef Sante Ferro con il carrello dei bolliti
Ospitato in un antico palazzo che ai tempi di Maria Luigia era utilizzato come stalla, il ristorante “Corale di Verdi”  accoglie i clienti in un ampio salone (può ospitare 200 persone), con arredi retrò e con un piccolo palco per spettacoli e musiche verdiane. Il padrone di casa è lo chef Sante Ferro che, insieme alla moglie Luciana, seduce parmigiani e turisti con i piatti tipici della tradizione e con un ricco carrello dei bolliti. Sante è il mago del bollito e quando lo presenta ai tavoli nelle sue fumanti e gustose varietà, accompagnate da stuzzicanti salse,  il suo volto si illumina come il cielo di Antonio Allegri (il Correggio) nel duomo di Parma. Il segreto di Sante sta nella passione per questo tipo di pietanza maturata in anni di esperienza da garzone di trattoria nella terra dei bolliti per eccellenza, il Piemonte.

la musica di verdi é colma di lambrusco
Alla “Corale di Verdi” gli antipasti sono musica, specialmente se in tavola sono proposti prosciutto, torta fritta e culatello; questo é un salume il cui nome evoca ambigue assonanze ma che è un campione di dolcezza e morbidezza che delizia il palato. Un noto gastronomo qualche tempo fa si azzardò ad affermare che una coppa ben stagionata (quella piacentina) è meglio del culatello. Figuriamoci!
lo chef Sante Ferro con i suoi dolciTra i primi piatti si va dagli anolini in brodo ai tortelli gonfi di erbette o di zucca  e al risotto alla Giuseppe Verdi. Per i secondi, come già detto il must sono i bolliti. Il tutto da accompagnare con lambrusco doc, quello delle Terre Verdiane che sull’etichetta riporta una significativa frase di Curzio Malaparte: “la musica di Verdi è colma di lambrusco fino all’orlo”. E per finire in dolcezza c’è da scegliere tra le varietà della casa. 



A come anolini
Anolini in tavola
Come per la musica, ci vuole prima di tutto passione: si devono dedicare almeno dieci ore alla cottura di uno degli ingredienti base degli “anolini”, un primo piatto di pasta ripiena in brodo di antiche tradizioni che soprattutto a Natale e a Pasqua e durante tutto il periodo invernale è presente sulla tavola dei veri parmigiani. Ecco i tre elementi essenziali per il rito di preparazione: stracotto di manzo, brodo di manzo o di cappone e sfoglia fresca all’uovo, quella tirata a mano con il tavolo che cigola sotto la pressione del matterello. La cottura dello stracotto, lunga e dolce, deve produrre un sugo denso con la carne ridotta a brandelli; a questo punto due sono le modalità di preparazione del ripieno: di carne o di magro. La tradizione o forse di più la ristrettezza economica voleva che nelle famiglie “povere” si usasse per il ripieno detto “di magro”, la maggior parte del sugo con l’aggiunta di uova, parmigiano, pane grattugiato, noce moscata mentre la carne dello stracotto, era utilizzata, con il resto del sugo, per un altro pasto. Nelle famiglie più ricche anche la carne faceva parte del ripieno con l’aggiunta degli altri ingredienti. Ancora oggi è importante, come dice lo chef Sante Ferro del ristorante La Corale di Verdi " che, indipendentemente dalla scelta, il pane grattugiato sia fatto in casa con pane raffermo tostato in forno, passato al setaccio e scottato con un buon brodo”. Lo chef ricorda inoltre che l’impasto del ripieno sarà pronto quando nel lavorarlo la mano resterà pulita. Non deve poi mancare in casa lo stampino di ottone che crea anolini regolari di circa 2 cm di diametro.





Un po’ di Parma
Bellissimo edificio progettato da Benedetto Antelami
Piazza del Duomo, cuore di Parma, è uno stupendo spazio medioevale delimitato dal Duomo, dal Battistero e dal Palazzo Vescovile. Il Duomo è un prezioso esempio di romanico padano: all’interno le navate sono un trionfo di affreschi, ma è la cupola a dare una forte carica emotiva grazie all’estro del Correggio che ha creato l’illusione della profondità del cielo dove sembrano fluttuare i personaggi della sua opera dedicata all’Assunzione della Vergine. Non da meno sono i bassorilievi sono le decorazioni che impreziosiscono le pareti del Battistero
ricca esposizione, tra queste l'angelo del duomo
Entrate nel Museo Diocesano, dove tra le numerose opere ammirerete “l’angiolen dal Dom” la statua in rame di foggia antelamiana, che raffigura l’arcangelo Gabriele. Non perdetevi poi una visita al teatro Regio (foyer e sala sono sontuosi) e alla Pilotta con la Galleria Nazionale e il teatro Farnese, un capolavoro del Seicento tutto in legno dalle gradinate ai meccanismi del palcoscenico. Concedetevi due passi nel salotto buono di Parma, piazza Garibaldi, dove prospettano architetture i cui stili tratteggiano diverse fasi storiche: come il palazzo del Governatore (XIII sec.), il palazzo del Comune (XVII) sec.) e il palazzo del Capitano del Popolo (XIII sec.) ornato di merli e bifore. E della “Violetta di Parma” ne vogliamo parlare? Per conoscerne la storia dovete andare al Museo Italiano della Profumeria (in via Trento) mentre la sua essenza, declinata in tante versioni, si acquista nelle profumerie del centro.

Su piazza Garibaldi si affacciano gli edifici storici di Parma
le navate sono un trionfo di affreschi
un capolavoro ligneo del Seicento

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