domenica 19 aprile 2020

Jutland, “finis terrae” danese



La  duna di Rubjer Knude e quelle del deserto di Rabjierg Mile sono le protagoniste sabbiose dell’ultimo lembo della penisola dello Jutland. E’ un sorprendente angolo di Danimarca, fatto di luci vibranti e di selvaggi paesaggi marini, di colorati villaggi  e di ricordi vichinghi.

Il Thyborøn Kanal, la prima avvisaglia verso il mare del Nord dell’immenso e frastagliato Limfjorden, interrompe il dinoccolato percorso della strada costiera 181(inizia a Varde, 40 km a nord di Ribe). Bisogna prendere il traghetto che in venti minuti attracca ad Agger, sulla selvaggia penisola di Thy dove si riprende la 181 fino ad Hanstolm.  Aggirata questa cittadina, il paesaggio  cambia e seguendo le deviazioni si raggiungono immensi e solitari arenili, come quelli di Blokhus e di Lokken.



Rubjerg Knude, la duna mobile
Ma la deviazione che lascia letteralmente senza fiato è quella che conduce ai piedi della duna di Rubjerg Knude. Creata dalla forza di “Eolo” 300 ani fa, la duna di Rubjerg Knude è una presenza impressionante che si erge tra il blu cupo del mare e il verde della vegetazione, nei pressi della cittadina di Lonstrup. Salire in groppa alla duna, alta 90 metri, affondando nella sabbia fino alle caviglie è un’impresa spossante, ma la vista scenografica sul vecchio faro con balcone e lanterna, ormai sommerso (quando lo abbiamo visto noi), ripaga della fatica. Quando fu costruito il faro si trovava a 60 metri d’altezza sul mare, poi con i movimenti della duna si è trovato a soli 6 metri dalla superficie del mare. Il faro, la cui lampada è stata spenta nel 1968, ha rischiato di scomparire, ma nel 2019 il governo danese con un ingegnoso sistema di rulli e binari, lo ha fatto spostare. Ora emerge dalla sabbia in tutta la sua bellezza e di notte viene illuminato da luci led. Il faro che ospita un museo, è un’attrazione turistica visitata da 250.000 visitatori l’anno.


Rabjierg Mile, il Sahara danese


A Lonstrup si lascia il mare del Nord e per 60 km il percorso (un po’ di autostrada e poi per bellissime strade locali) per Skagen, taglia un territorio ricamato da campi di colza alternati a prati per la coltivazioni di foraggio. A riempire il paesaggio qualche boschetto, solitarie fattorie e bucolici camping. Raggiunta la nazionale 40 la si percorre per un certo tratto, lasciandola per una deviazione che porta alle dune di Rabjierg Mile




E’ incredibile passare dal verde smagliante dei prati al bianco-rosa accecante della sabbia. Il deserto di Rabjierg Mile vanta la più grande estensione (2 km quadrati) di dune mobili della Danimarca, che in certi punti raggiungono i 40 metri di altezza. Il vento insistente sposta le dune di questo mini Sahara di 15 metri l’anno, creando uno dei paesaggi più affascinanti dello Jutland. Salire e scendere per queste dune, suscita stupore e curiosità pensando che il mare lo si vede in lontananza come un miraggio. Tutti gli edifici che si trovavano in questa zona sono stati abbattuti nel 700: insabbiata è rimasta solo la bianca sagoma della  Dentilsandele Kirke.




La luminosa Skagen

Anche la storia di Skagen, pittoresco e remoto villaggio di pescatori, è scritta sulla sabbia. Tra il Seicento e l’Ottocento la sabbia aveva sepolto gran parte dell’estremo nord dello Jutland e per arginare l’avanzata delle dune, nei secoli successivi si è ricorso a opere di rimboschimento. La particolare luce che irrora questo estremo lembo di Danimarca, a partire da metà dell’Ottocento, fu  fonte
d’ispirazione per pittori scandinavi, che qui giunsero numerosi per mettere in essere un nuovo modo di dipingere, molto simile all’impressionismo. Tele appartenenti a questo movimento artistico sono esposte nello Skagens Museum, come quelle di Michael Archer o di P.S.  Kroyer.

 Gammel Skagen, il vecchio quartiere dei pittori, è così bello da sembrare finto, con le graziose casette dai colori pastello, con i tetti di tegole rosse e orlati di bianco come merletti.  A due passi, le animate vie del centro pedonale di Skagen pullulano di vezzosi negozi pieni di atmosfera e di caratteristici locali. Intrigante é la vivace zona del porto con la rosseggiante infilata dei vecchi magazzini che ospitano punti ristoro dove si gustano spiedini di pesce innaffiati da ottima birra locale.

 
 Alla fine del mondo
Se il villaggio Skagen è una seducente perla turistica, l’attrazione fatale si palesa a qualche chilometro più a nord. Il suo nome è Grenen, una sottile lama di sabbia lucidata dal vento e infilata tra due mari, il Kattegat (mar Baltico) e lo Skagerrak (mare del Nord). Dal grande parcheggio del visitor center, per arrivare “alla fine del mondo”, si sale su un colorato vagone trainato da un trattore, poi si cammina sull’acqua freddissima per assistere allo spettacolo dello spumeggiante abbraccio dei due mari. Spettacolo che al tramonto crea una struggente forza emotiva, così come lo produce l’ammiccante luce del vicino faro “Grigio” che veglia sui naviganti.





Per altri itinerari in Danimarca: www.visitdenmark.com







Nessun commento:

Posta un commento