Dolo è una piccola Venezia di terraferma, nell’entroterra veneto, bagnata dal Brenta e dai suoi canali. Un tempo centro economico e culturale della Serenissima, oggi conserva un equilibrio affascinante tra storia, architettura e paesaggio nella suggestiva Riviera del Brenta.
Approfittando di una pausa dalla Fiera del Cicloturismo di Padova, la curiosità mi ha spinto a tornare — perché vedere è bello, ma rivedere è meglio — in questo borgo rivierasco che avevo visitato anni fa.
Dolo appare come un
tesoro nascosto nel paesaggio pianeggiante, segnato da canali artificiali
progettati dalla Serenissima. Un sistema idraulico ingegnoso, costruito per
regolare il corso del Brenta ed evitare l’impaludamento della Laguna di
Venezia, deviando le acque verso sud, in direzione di Fusina.
Il Brenta e l’ingegno
della Serenissima
A pochi chilometri da Padova, lungo il Naviglio del Brenta, si incontrano testimonianze di un passato ricco e raffinato. A Noventa Padovana, antico porto fluviale sul canale di Piovego, si affacciano eleganti ville venete (come Villa Giovanelli), preludio a uno dei paesaggi più iconici del Veneto.
Poco oltre, a Stra, la monumentale Villa Pisani domina un’ampia curva del canale: con le sue 168 stanze, il parco e il celebre labirinto di bosso, è la più grandiosa tra le Ville della Riviera del Brenta.
Dolo, una piccola Venezia di terraferma
L’arrivo a Dolo è annunciato da Villa Angeli Ferretti, progettata da Vincenzo Scamozzi. Qui il Naviglio si divide in Brenta Vecchia e Brenta Nuova, creando un’isola — l’Isola Bassa, detta anche del “Maltempo” — cuore antico e pittoresco del paese.
Bastano pochi passi per restare colpiti da uno scorcio che incantò anche il Canaletto: il campanile slanciato (secondo per altezza dopo quello di San Marco) del Duomo di San Rocco, gli edifici in stile veneziano e la Brenta Vecchia.
Il cuore pittoresco: il Mulino Demaniale
Sul Ponte dei Molini, quasi a sfiorare l’acqua, si trova il Mulino Demaniale, costruito nel Cinquecento. Un tempo erano dodici i mulini attivi: Dolo era il “granaio della Serenissima”.
Oggi il mulino, restaurato con cura, è diventato un luogo suggestivo dove fermarsi: tra antichi ingranaggi e tramogge si può mangiare o sorseggiare un bicchiere di vino, mentre la grande ruota continua a girare mossa dall’acqua del Naviglio.
Tra calli, ponti e scorci nascosti
Lasciato questo luogo che regala uno degli scorci più pittoreschi di Dolo, si continua la passeggiata per calli silenziose, “sotoporteghi” e ponticelli, dove lo sguardo attento può portare a curiose scoperte, cercando i segni del passato (come il leone alato di San Marco che compare sui muri).
La chiusa e il passaggio del Burchiello
Proseguendo, la passeggiata concede bucoliche vedute sui prati e sul sentiero che porta alla chiusa sul corso principale della Brenta Nuova, dove il Burchiello attende, con l’apertura e la chiusura delle porte, la compensazione dei livelli dell’acqua, per proseguire poi la navigazione verso Mira e Venezia. Tra Dolo e Mira si trova la più alta concentrazione di Ville Venete.
Sulla sinistra, con il campanile del duomo sempre presente, si accede all’antica conca (o porta del Dolo), interrata nel 1933. Un tempo era il bacino di sollevamento delle barche con sistema di chiuse di tipo vinciano. Qui si pagavano i dazi sulle merci e c’è ancora una tabella con le tariffe del pedaggi incise sulle pietre d’Istria dei muri. La conca (ritratta dal Canaletto e da altri artisti) è stata recentemente restaurata facendo intuire dove c’era l’acqua.
Lo squero e l’anima fluviale del borgo
Andando sotto il ponte e tornando sulla riva settentrionale della Brenta Vecchia, si raggiunge lo Squero Monumentale, antico cantiere navale coperto, dove venivano riparati “burchi” e “burchielli”; ora l’imponente manufatto fa da sfondo al rito dell’aperitivo.
Piazza
della Repubblica e il Duomo di San Rocco
Attraversato il ponte del Mulino Demaniale si passa sulla riva meridionale del canale Brenta Vecchia per visitare la zona più recente e maestosa di Dolo. Alzando lo sguardo verso l’alto campanile e abbassandolo sulla mole di marmo bianco del Duomo di San Rocco si arriva in Piazza della Repubblica, cuore pulsante della cittadina, dove si svolgono mercati ed eventi stagionali.
Il duomo è una costruzione massiccia e l’interno ad unica navata possiede affreschi in luminoso “stile Tiepolo”. Fiancheggiano la piazza case e palazzi, con i caratteristici comignoli veneti, edifici che sfilano anche sulla riva opposta del canale.



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