Ci sono luoghi che sorprendono per la loro autentica intimità: uno di questi è la villa dove Luciano Pavarotti visse gli ultimi anni della sua vita. Più che un museo, è un luogo dell’anima: uno spazio capace di infondere emozioni profonde e autentiche.
Per chi
visita Modena
e le sue molteplici bellezze, una tappa imprescindibile è la celebre “casa
rossa” del Maestro, immersa nella
quiete della campagna modenese, a pochi chilometri dalla Ghirlandina.
Per chi
visita Modena
e le sue molteplici bellezze, una tappa imprescindibile è la celebre “casa
rossa” del Maestro, immersa nella
quiete della campagna modenese, a pochi chilometri dalla Ghirlandina.
La
passione per i cavalli e la nascita della tenuta
Già alla fine degli anni ’80, il
grande tenore dalla voce più bella e potente al mondo, si innamorò del vasto
terreno agricolo che circondava una cascina seicentesca, oggi sede del noto Ristorante
Europa 92.
Qui prese forma il suo progetto di creare un centro ippico.
| Ristorante Europa 92 |
I cavalli rappresentavano il suo
secondo grande amore dopo la musica: Pavarotti
ne possedeva diversi (in località San Cesario sul Panaro e a Casalgrande in
provincia di Reggio Emilia) e intratteneva con loro un rapporto profondo e
autentico. Il centro ippico del Maestro
arrivò a ospitare eventi di altissimo livello.
La
“casa rossa” del Maestro
Sulla tenuta, lungo Stradello Nava,
una trasversale della SS12 in direzione di Montale, Pavarotti fece costruire la sua villa, seguendone personalmente
ogni dettaglio: dagli architetti ai falegnami, fino ai fabbri.
La casa è lo specchio fedele della sua personalità: elegante, calorosa,
profondamente autentica.
Dopo la sua scomparsa, la villa è
stata aperta al pubblico nel 2015 grazie alla volontà della famiglia e della Fondazione
Luciano Pavarotti, trasformandosi nella Casa
Museo Luciano Pavarotti.
Un’esperienza
intima e coinvolgente
Varcare la soglia della casa significa entrare in un mondo onirico: arredi originali, oggetti personali, costumi di scena e la sua voce in sottofondo accompagnano il visitatore in un percorso lento e profondamente emozionante.
Come disse Carlos Kleiber:
“Quando Pavarotti canta, il sole si alza
sul mondo”.
La visita è arricchita da un’audio-guida dettagliata, che rende ogni ambiente ancora più vivo e significativo.
Il
percorso di visita: tra artista e uomo
Il percorso si sviluppa in 12 sale,
alternando la dimensione pubblica del grande artista a quella privata
dell’uomo, circondato da affetti, amici e giovani allievi.
Il
piano terra: il cuore della casa
Il primo ambiente è il grande salone, dominato da un elegante pianoforte. Qui il Maestro accoglieva amici, tra pranzi conviviali e partite a carte (soprattutto briscola).
Tra gli oggetti più iconici spiccano il frac e i celebri fazzoletti bianchi, inseparabili durante le sue esibizioni.
Nella stanza successiva emerge un lato meno noto: Pavarotti pittore, sotto lo pseudonimo LUPA, amante dei colori vivaci come le sue camicie. Per l’arte della pittura aveva preso ispirazione dal pittore Cavaradossi dell’opera Tosca.
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| Credit: Casa Museo Luciano Pavarotti |
Il secondo piano: la gloria e l’intimità
Un ampio lucernario illumina scenograficamente il piano superiore, voluto dal Maestro per catturare la luce naturale.
Qui si racconta la sua carriera internazionale, con premi prestigiosi come i Grammy Award e gli Emmy Award (gli Oscar della lirica).
Le pareti sono ricoperte di fotografie con personaggi celebri e lettere, tra cui quella di Frank Sinatra che così recitava: “My friend, my way is assuredly now Our Way”
Sul piano si trova anche la camera da letto dove il Maestro si spense il 6 settembre 2007: un ambiente semplice, carico di memoria, con oggetti personali, cappelli, foulard e dettagli intimi come le sue iniziali preziosamente ricamate sugli asciugamani nel bagno.
Le altre stanze ospitano gli abiti di scena indossati nelle opere più iconiche: Bohéme, Tosca, Rigoletto, Cavalleria Rusticana, Don Giovanni.
Il terzo piano e gli “inediti”
L’ultimo livello è un luminoso open space dedicato a fotografie e documenti, affiancato dalla sala degli “Inediti”, dove scorrono video esclusivi di prove e momenti di backstage.
Il finale della visita
Il percorso si conclude al piano -1 utilizzando un pittoresco ascensore, dove si ammira una sorprendente collezione di doni ricevuti dai fan di tutto il mondo.
Dopo aver attraversato lo spazio dedicato a “Pavarotti & Friends”, si raggiungono il bookshop e l’uscita, accompagnati dalla ormai familiare voce dell’audio-guida:
“Grazie per aver visitato Casa Pavarotti”.
Uscendo dalla “casa rossa”, non si ha la sensazione di aver visitato un museo, ma di aver sfiorato l’anima di un uomo che, con la sua voce, ha insegnato al mondo intero cosa significhi davvero emozionare. E.. “ Nessun dorma”..
Qui tutte le informazioni per come arrivare e come visitare la Casa Museo Luciano Pavarotti


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