venerdì 25 settembre 2026

La Turbie, Costa Azzurra: cosa vedere tra Trophée e Tête de Chien

 

Alla scoperta di La Turbie, sulla Costa Azzurra: il Trophée des Alpes, i vicoli del borgo e la spettacolare Tête de Chien, con panorami mozzafiato su Monaco e il Mediterraneo.

Come una diva, bella e famosa, la Costa Azzurra ostenta classe e fascino seducente. Mostra orgogliosa le sue accecanti meraviglie accarezzate dal mare e, subito alle sue spalle, un entroterra sorprendente e unico, solcato dalle tre spettacolari “Corniche”.



È proprio qui che, questa volta, ci porta il viaggio: a
La Turbie, piccolo borgo arroccato sulle montagne alle spalle di Monaco, dove la storia romana incontra paesaggi da capogiro e il Mediterraneo sembra non avere confini.


La Turbie

Panoramiche “cornici”

Nel tratto di Riviera compreso tra Mentone e Nizza, la montagna precipita quasi a picco nel mare e le spiagge diventano piccoli francobolli di ciottoli, racchiusi tra anfratti rocciosi. Solo in alcuni punti temerarie lingue di terra si allungano tra i flutti, dando vita alle lussureggianti penisole di Cap Martin, Cap d’Ail e Cap Ferrat.

Un tratto della Corniche Inferieur e della Moyenne Corniche

Ad attraversare questo spettacolare tratto di costa sono tre strade panoramiche: la Corniche Inférieure, che serpeggia praticamente sul mare; la Moyenne Corniche, che incide i fianchi della montagna a circa 200 metri d'altezza; e infine la spettacolare Grande Corniche, la più elevata delle tre.

Le abbiamo percorse più volte, in ogni stagione, da Mentone a Nizza, raccontandole anche sulle pagine della rivista Caravan e Camper Granturismo. Ogni volta, però, la Costa Azzurra riesce a sorprendere con un panorama diverso.

Uno scorcio di Mentone

Sempre più in alto: LA Grande Corniche verso la Turbie

Da Roquebrune-Cap-Martin, la Grande Corniche sale rapidamente di quota, sfiorando l'antico villaggio di Roquebrune, aggrappato alla collina, e regalando una prima, ampia veduta sul Principato di Monaco.

Montecarlo vista dalla Grande Corniche

La strada, realizzata in epoca napoleonica sul tracciato dell'antica Via Julia Augusta, sembra fatta apposta per osservare la Riviera dall'alto. Scriveva Stephen Liégeard: 

«Questa strada aerea sospesa, come per un capriccio delle fate, tra la baia di Nizza e le rocce di Mentone, esaurirebbe da sola tutte le espressioni d'ammirazione…».

Poco più avanti compare il Trophée des Alpes, che domina imperioso dall'alto di un colle il grazioso villaggio di La Turbie.


Il Trophée des Alpes, il monumento romano sopra La Turbie

Il monumento fu fatto costruire (7 e il 6 a.C) dall'imperatore Augusto per celebrare la vittoria romana sulle popolazioni alpine e segnare la definitiva affermazione di Roma in questo territorio. Oggi è considerato uno dei più importanti monumenti romani ancora conservati in Francia.

Nei secoli il Trophée conobbe vicende tutt'altro che tranquille. Caduto in rovina nella tarda antichità, durante il Medioevo venne trasformato in una fortezza e divenne oggetto di contese. Restaurato a partire dalla metà dell'Ottocento, subì ulteriori importanti interventi all'inizio del Novecento, quando la facciata occidentale venne in gran parte ricostruita.

 

Il risultato è il monumento che vediamo oggi, con il suo spettacolare colonnato dorico.

Dalla terrazza panoramica, posta sopra le colonne e accessibile con ingresso a pagamento, lo sguardo abbraccia un tratto immenso di costa: da Nizza all'Esterel, fino alla Riviera italiana nelle giornate più limpide.

 

Duemila anni separano il monumento romano dalla città moderna distesa ai suoi piedi. È forse proprio questo il fascino del luogo: qui il tempo sembra sovrapporsi invece di scorrere.

La Turbie, borgo autentico sospeso tra cielo e mare

Per raggiungere il Trophée si attraversa La Turbie, un piccolo borgo ricco di sorprese e intriso di un'atmosfera particolare, lontanissima dalla mondanità della vicina Monaco.

Camminando tra vicoli e piazzette si attraversano secoli di storia. Di qui sono passati legionari romani, pellegrini medievali e viaggiatori della Belle Époque.


Si procede lentamente tra belle case in pietra, passaggi a volta, scalette e un tripudio di fiori. Ogni angolo sembra offrire uno scorcio da fotografare.


Tra gli edifici più interessanti spicca la chiesa di Saint-Michel, monumento storico dal 1938. L'interno custodisce numerose opere d'arte, tra cui dipinti risalenti anche al XV secolo, e un prezioso altare realizzato con ben 17 diversi tipi di marmo.

Usciti dalla chiesa, si torna nel cuore del villaggio percorrendo rue Casimir, dove attirano l'attenzione il vecchio pozzo comunale e le enormi giare trasformate in originali vasi di fiori.

Sono piccoli dettagli, ma sono proprio questi a rendere piacevole una passeggiata senza fretta: La Turbie non chiede di essere semplicemente visitata, ma di essere scoperta passo dopo passo.

Tête de Chien: il panorama più spettacolare su Monaco

Se La Turbie sorprende per il suo fascino storico, per ammirare uno dei panorami più spettacolari della zona bisogna però salire ancora più in alto, fino alla Tête de Chien.

A circa 550 metri di quota, questo imponente sperone calcareo domina il tratto di costa compreso tra Monaco, Cap d'Ail e Saint-Laurent.


A piedi

Il percorso può iniziare direttamente da La Turbie, nei pressi della chiesa. Seguendo le indicazioni si sale verso l'altopiano lungo un itinerario ad anello che alterna boschi ombrosi, tratti sassosi e creste aperte sul Mediterraneo.

Servono scarpe adeguate e un minimo di allenamento, ma la fatica viene ampiamente ripagata dal paesaggio.

In circa 45 minuti si raggiunge la Tête de Chien, dove si trova il Fort de la Tête de Chien, costruito nell'Ottocento e oggi non accessibile al pubblico, oltre a un caratteristico radar bianco dalla forma tondeggiante. Proseguendo lungo il sentiero in discesa si raggiunge infine la balconata rocciosa panoramica.

In auto

Chi preferisce ridurre i tempi di percorrenza può raggiungere in auto la zona della Tête de Chien seguendo la strada che si stacca dalla viabilità diretta verso Cap-d'Ail.

In pochi minuti si arriva a un comodo parcheggio panoramico. Da qui si prosegue a piedi, poiché la strada carrozzabile è chiusa da una sbarra. Il percorso è breve e permette di ammirare il paesaggio verso Cap d'Ail, Cap Ferrat e Nizza. Dalla parte opposta, immersi nella bassa vegetazione, si staccano i sentieri diretti verso l'osservatorio astronomico e il Fort de la Tête de Chien.

Al termine della strada asfaltata inizia un ambiente completamente diverso: quello dei sentieri e della roccia. Si attraversa un arco naturale e, quasi all'improvviso, il paesaggio diventa selvaggio.

Conviene attenersi ai sentieri segnalati, perché il ciglio della falesia è particolarmente esposto e le pareti verticali di calcare precipitano verso il mare.


Poi, finalmente, il panorama.

Sotto di noi brilla Monaco-Montecarlo, minuscolo lembo di terra stretto tra la montagna e il Mediterraneo. Più lontano lo sguardo corre verso Cap Martin e, nelle giornate limpide, fino alla costa italiana.

La Turbie e Tête de Chien: quando la Costa Azzurra si guarda dall'alto

È difficile non rimanere colpiti dalla Tête de Chien.

Da una parte c'è la Costa Azzurra che tutti conoscono: Montecarlo, gli yacht, i palazzi, il lusso e il mare azzurro della Riviera. Dall'altra, a pochi chilometri di distanza, un mondo fatto di sentieri, roccia, silenzio e piccoli borghi.


Ed è forse questo il segreto di La Turbie: basta allontanarsi per qualche minuto dalla costa per scoprire una Costa Azzurra completamente diversa.

Qui la Riviera non si guarda dal basso, sdraiati sulla spiaggia o affacciati dal lungomare. La si contempla dall'alto, sospesi tra cielo e mare, con la sensazione che per un istante il tempo abbia smesso di correre.

E mentre Monaco luccica laggiù, ai nostri piedi, viene spontaneo pensare che non serva poi molto per cambiare prospettiva: qualche tornante, un antico borgo e una salita verso la montagna.

La Costa Azzurra, da quassù, è ancora più bella.


 

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