Alla scoperta di La Turbie, sulla Costa Azzurra: il Trophée des Alpes, i vicoli del borgo e la spettacolare Tête de Chien, con panorami mozzafiato su Monaco e il Mediterraneo.
Come una diva, bella e famosa, la Costa Azzurra ostenta classe e fascino seducente. Mostra orgogliosa le sue accecanti meraviglie accarezzate dal mare e, subito alle sue spalle, un entroterra sorprendente e unico, solcato dalle tre spettacolari “Corniche”.
| La Turbie |
Panoramiche “cornici”
Nel tratto di Riviera compreso tra Mentone e Nizza, la montagna precipita quasi a picco nel mare e le spiagge diventano piccoli francobolli di ciottoli, racchiusi tra anfratti rocciosi. Solo in alcuni punti temerarie lingue di terra si allungano tra i flutti, dando vita alle lussureggianti penisole di Cap Martin, Cap d’Ail e Cap Ferrat.
| Un tratto della Corniche Inferieur e della Moyenne Corniche |
Ad attraversare questo spettacolare tratto di costa sono tre strade panoramiche: la Corniche Inférieure, che serpeggia praticamente sul mare; la Moyenne Corniche, che incide i fianchi della montagna a circa 200 metri d'altezza; e infine la spettacolare Grande Corniche, la più elevata delle tre.
Le abbiamo percorse più volte, in ogni stagione, da Mentone a Nizza, raccontandole anche sulle pagine della rivista Caravan e Camper Granturismo. Ogni volta, però, la Costa Azzurra riesce a sorprendere con un panorama diverso.
| Uno scorcio di Mentone |
Sempre più in alto: LA Grande
Corniche verso la Turbie
Da
Roquebrune-Cap-Martin, la Grande Corniche sale rapidamente di quota,
sfiorando l'antico villaggio di Roquebrune, aggrappato alla collina, e
regalando una prima, ampia veduta sul Principato di Monaco.
Montecarlo vista dalla Grande Corniche
La
strada, realizzata in epoca napoleonica sul tracciato dell'antica Via Julia
Augusta, sembra fatta apposta per osservare la Riviera dall'alto. Scriveva Stephen
Liégeard:
«Questa strada aerea sospesa, come per un capriccio delle fate, tra la baia di Nizza e le rocce di Mentone, esaurirebbe da sola tutte le espressioni d'ammirazione…».
Poco più avanti compare il Trophée des Alpes, che domina imperioso dall'alto di un colle il grazioso villaggio di La Turbie.
Il Trophée des Alpes, il monumento romano sopra La Turbie
Il monumento fu fatto costruire (7 e il 6 a.C) dall'imperatore Augusto per celebrare la vittoria romana sulle popolazioni alpine e segnare la definitiva affermazione di Roma in questo territorio. Oggi è considerato uno dei più importanti monumenti romani ancora conservati in Francia.
Nei secoli il Trophée conobbe vicende
tutt'altro che tranquille. Caduto in rovina nella tarda antichità, durante il
Medioevo venne trasformato in una fortezza e divenne oggetto di contese.
Restaurato a partire dalla metà dell'Ottocento, subì ulteriori importanti
interventi all'inizio del Novecento, quando la facciata occidentale venne in
gran parte ricostruita.
Il risultato è il monumento che vediamo oggi,
con il suo spettacolare colonnato dorico.
Dalla terrazza panoramica, posta sopra le
colonne e accessibile con ingresso a pagamento, lo sguardo abbraccia un tratto
immenso di costa: da Nizza
all'Esterel, fino alla Riviera italiana nelle giornate più
limpide.
Duemila anni separano il monumento romano dalla città moderna distesa ai suoi piedi. È forse proprio questo il fascino del luogo: qui il tempo sembra sovrapporsi invece di scorrere.
La Turbie, borgo autentico sospeso tra cielo e mare
Per
raggiungere il Trophée si attraversa La Turbie, un piccolo borgo ricco
di sorprese e intriso di un'atmosfera particolare, lontanissima dalla mondanità
della vicina Monaco.
Camminando tra vicoli e piazzette si attraversano secoli di storia. Di qui sono passati legionari romani, pellegrini medievali e viaggiatori della Belle Époque.
Si procede lentamente tra belle case in pietra, passaggi a volta, scalette e un tripudio di fiori. Ogni angolo sembra offrire uno scorcio da fotografare.
Tra gli edifici più interessanti spicca la chiesa di Saint-Michel, monumento storico dal 1938. L'interno custodisce numerose opere d'arte, tra cui dipinti risalenti anche al XV secolo, e un prezioso altare realizzato con ben 17 diversi tipi di marmo.
Usciti dalla chiesa, si torna nel cuore del villaggio percorrendo rue Casimir, dove attirano l'attenzione il vecchio pozzo comunale e le enormi giare trasformate in originali vasi di fiori.
Sono piccoli dettagli, ma sono proprio questi a rendere piacevole una passeggiata senza fretta: La Turbie non chiede di essere semplicemente visitata, ma di essere scoperta passo dopo passo.
Tête de Chien: il panorama più spettacolare su Monaco
Se
La Turbie sorprende per il suo fascino storico, per ammirare uno dei panorami
più spettacolari della zona bisogna però salire ancora più in alto, fino alla Tête
de Chien.
A circa 550 metri di quota, questo imponente sperone calcareo domina il tratto di costa compreso tra Monaco, Cap d'Ail e Saint-Laurent.
A piedi
Il percorso può iniziare direttamente da La Turbie, nei pressi della chiesa. Seguendo le indicazioni si sale verso l'altopiano lungo un itinerario ad anello che alterna boschi ombrosi, tratti sassosi e creste aperte sul Mediterraneo.
Servono
scarpe adeguate e un minimo di allenamento, ma la fatica viene ampiamente
ripagata dal paesaggio.
In circa 45 minuti si raggiunge la Tête de Chien, dove si trova il Fort de la Tête de Chien, costruito nell'Ottocento e oggi non accessibile al pubblico, oltre a un caratteristico radar bianco dalla forma tondeggiante. Proseguendo lungo il sentiero in discesa si raggiunge infine la balconata rocciosa panoramica.
In auto
Chi
preferisce ridurre i tempi di percorrenza può raggiungere in auto la zona della
Tête de Chien seguendo la strada che si stacca dalla viabilità diretta verso Cap-d'Ail.
In pochi minuti si arriva a un comodo parcheggio panoramico. Da qui si prosegue a piedi, poiché la strada carrozzabile è chiusa da una sbarra. Il percorso è breve e permette di ammirare il paesaggio verso Cap d'Ail, Cap Ferrat e Nizza. Dalla parte opposta, immersi nella bassa vegetazione, si staccano i sentieri diretti verso l'osservatorio astronomico e il Fort de la Tête de Chien.
Al
termine della strada asfaltata inizia un ambiente completamente diverso: quello
dei sentieri e della roccia. Si attraversa un arco naturale e, quasi
all'improvviso, il paesaggio diventa selvaggio.
Conviene attenersi ai sentieri segnalati, perché il ciglio della falesia è particolarmente esposto e le pareti verticali di calcare precipitano verso il mare.
Poi,
finalmente, il panorama.
Sotto
di noi brilla Monaco-Montecarlo, minuscolo lembo di terra stretto tra la
montagna e il Mediterraneo. Più lontano lo sguardo corre verso Cap Martin
e, nelle giornate limpide, fino alla costa italiana.
La Turbie e Tête de Chien: quando la Costa Azzurra si guarda
dall'alto
È
difficile non rimanere colpiti dalla Tête de Chien.
Da una parte c'è la Costa Azzurra che tutti conoscono: Montecarlo, gli yacht, i palazzi, il lusso e il mare azzurro della Riviera. Dall'altra, a pochi chilometri di distanza, un mondo fatto di sentieri, roccia, silenzio e piccoli borghi.
Ed
è forse questo il segreto di La Turbie: basta allontanarsi per qualche
minuto dalla costa per scoprire una Costa Azzurra completamente diversa.
Qui
la Riviera non si guarda dal basso, sdraiati sulla spiaggia o affacciati dal
lungomare. La si contempla dall'alto, sospesi tra cielo e mare, con la
sensazione che per un istante il tempo abbia smesso di correre.
E
mentre Monaco luccica laggiù, ai nostri piedi, viene spontaneo pensare che non
serva poi molto per cambiare prospettiva: qualche tornante, un antico borgo e
una salita verso la montagna.
La Costa Azzurra, da quassù, è ancora più bella.
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