lunedì 13 aprile 2020

Pietra di Bismantova, la Via Crucis che non ti aspetti


Uno dei sentieri escursionistici che salgono ai piedi della rupe più famosa d’Emilia, la Pietra di Bismantova, è stato trasformato in un suggestivo percorso della Via Crucis. L’ultima stazione si trova a ridosso dell’”orto dei frati”, un’area boschiva di pregio naturalistico, recuperata e resa fruibile ai visitatori da fine marzo 2019. 


Tra i sentieri più frequentati che giungono ai piedi della Pietra di Bismantova, c’è quello della “Via Crucis” che parte dalla panoramica frazione di Casale. E’ un percorso adatto a tutti per la sua percorribilità in ogni periodo dell’anno e per le viste panoramiche che offre da angolazioni particolari sulle vertiginose pareti della Pietra di Bismantova. L’interesse per questo sentiero green è aumentato nel 2012, quando sono state posizionate lungo il percorso tavole di legno con immagini in ceramica  della “Via Crucis”.

Le peculiari installazioni sono nate da un’idea della dinamica Proloco di Casale, con l’intento di promuove un turismo sostenibile, valorizzando i beni ambientali, culturali e agricoli di luoghi poco conosciuti, ma estremamente affascinanti.

La zona interessata dal sentiero della “Via Crucis” è  quella posta ai piedi delle pareti orientali della Pietra di Bismantova. Oltre ai boschi, questo territorio panoramico e dolcemente in pendenza, è anche ricco di prati dove cresce il foraggio adatto alla produzione del Parmigiano Reggiano di montagna. L’escursione in direzione della Pietra parte proprio a poca distanza dalla latteria di Casale, tra le più apprezzate della montagna reggiana per la produzione del Re dei formaggi.


Alla partenza del sentiero, un pannello informativo illustra il territorio e dà informazioni sul percorso escursionistico. Va detto che siamo in uno degli angoli più suggestivi del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano che oltre alla Pietra di Bismantova, ricordata peraltro da Dante nel IV Canto del Purgatorio, ospita la valle dei Gessi Triassici (Riserva di Biosfera MaB UNESCO ).



Il sentiero sale con relativa pendenza tra boschi di roverella e massi caduti chissà quando dalla Pietra e in parte avvolti dalla fitta vegetazione, che in questo periodo di inizio primavera è ancora spoglia. Si sosta all’altezza delle stazioni segnalate da tavole artistiche che ritraggono le strazianti scene simboliche della “Via Crucis”, la cui rappresentazione è sicuramente compresa anche da coloro che non sono credenti.





Continuando la salita, più volte  tra gli alberi spuntano imperiose le levigate pareti sud-est della  Pietra di Bismantova, con lo “Spigolo dei Nasi” e lo “Spigolo di Fontana Cornia” (nomi conosciuti dagli scalatori); a sud lo sguardo spazia sull’ampia vallata sovrastata dal crinale appenninico, dominato a est dal Monte Cimone (2.165 m) e più al centro della scena, dal Monte Cusna (2.121 m). 



A un certo punto la “Via Crucis” si immette sul bellissimo sentiero CAI 697 che circumnaviga la “montagna del purgatorio”, passando per la zona dell’antica necropoli di Campo Pianelli.

Più avanti il percorso della “Via Crucis” si fa più pianeggiante, sfiorando una zona popolata da massi sempre più grandi, tanto che la segnaletica indica percorsi per raggiungere i punti adatti agli allenamenti degli scalatori.

Ancora pochi passi e si arriva nella zona denominata “Orto dei Frati”, decisamente interessante sia sotto il profilo ambientale che storico.



Orto dei frati

Da zona selvaggia, popolata da massi, fitto sottobosco, punto di passaggio di escursionisti, bikers e scalatori, quest’area è stata convertita, attraverso efficaci interventi di riqualificazione paesaggistica, in un oasi di fruizione turistica di grande pregio, in un contesto ambientale unico nel suo genere.



Inaugurata a fine marzo 2019, quest’ area  è il frutto della sinergica collaborazione tra il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, il comune di Castelnuovo Monti e la Bonifica Emilia Centrale, con l’ausilio di contributi europei. Il lavoro di trasformazione, con punti sosta per i picnic, segnaletica dei punti d’interesse, una carbonaia a scopo didattico,  è stato eseguito dai volontari della Proloco di Casale.



Il nome “Orto dei Frati” deriva dal fatto che i terrazzamenti presenti, fossero stati utilizzati in tempi antichi come  orti dai monaci del vicino Eremo di Bismantova.



Non solo, in un punto dalla forma circolare,  sembra ricondurre (con po’ di fantasia) alla presenza dell’ abside di un oratorio, forse con annesso “hospitale” per accogliere i pellegrini diretti a Roma. Per approfondire l’argomento si consiglia di leggere  i racconti della narratrice castelnovese  Elda Zannini .



L’Orto dei Frati è un luogo che invita a una full immersion tra i profumi del bosco, al relax e al buon cibo, quello cucinato sul barbecue o quello (a base di tortelli o cappelletti) da gustare nella vicinissima Foresteria San Benedetto, situata all’ombra della parete centrale della Pietra di Bismantova.

A due passi c’è il parcheggio panoramico Dante raggiungibile dalla strada proveniente da Castelnuovo Monti. Dal piazzale si sale all’eremo o al pianoro sommitale (1.041 m) della Pietra di Bismantova.



Tutto il territorio che gravita intorno alla Pietra di Bismantova, ai Gessi Triassici al Monte Prampa, lo conosco molto bene  (Minozzo, il mio paese natale è là di fronte). Territorio che ho fatto conoscere a un nutrito gruppo di camperisti di Bologna e l’ho descritto più volte sulle riviste di turismo.

Al termine  di questo periodo di isolamento dovuto al COVID-19, queste terre uniche e sorprendenti, possono diventare un’opportunità per il nuovo rinascimento delle  attività turistiche dell’Appennino reggiano, con progetti finalizzzati alla creazione di nuove forme di tursimo sostenibile. Le cooperative di comunità già presenti sul territorio sono un lusinghiero punto di partenza.






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